Urbis et orbis lingua
“La lingua dei furbi e degli orbi”
Inviata da : cuscus
Etian tu Brutus, filii mi
“Anche tu sei brutto, figlio mio”
Inviata da : Liceale92
Alessandro, fiducioso nel medico, guarisce da una congestione.
Itaque, timens angustias, magna celeritate (Alexander) Taurum trascendit, in qua festinatione quingenta stadia cursu fecit. Cum Tarsum venisset, captus Cydni fluminisamoenitatem per mediam urbem influentis, proiectis armis, plenus pulveris ac sudoris, in praefrigidam undam se proiecit; cum repente tantus nervos eius occupavit rigor ut, interclusa voce, non spes modo remedii, sed nec dilation periculi inveniretur. Unus erat ex medicis, nomine Philippus, qui solus remedium pollicetur; sed et ipsum Parmenionis pridie a Cappadocia missae epistulae suspectum faciebant, qui, ignaris infirmitati Alexandri, scripserat a Philippo medico caveret, nam corruptum illum a Dario ingenti pecunia esse. Tutius tamen ratus (est) dubiae se fidei medici credere quam indubitato morbo perire. Accepto igitur poculo, epistulas medico tradidit atque ita inter bibendum oculos in vultum legentis intendit. Ut securum conspexit, laetior factus est sanitatemque quarta die recepit.
“Pertanto, temendo la povertà, Alessandro con grande velocità superò il tauro alla quale fece con impazienza cinquanta piste da corsa. Essendo venuto Tauro, avendo preso il fiume Cidni con dolcezza che scorreva per il punto in mezzo la città, mentre lanciava le braccia, piene di polvere e addirittura di sudore, nel fuggire un’onda lo lanciò (travolse). Afferrando il suo tanto laccio improvvisamente la rigidità che, dopo spezzato la ???, non la sola speranza di rimedio, ma nemmeno che il rinvio sia trovato dal periodo. Uno era dal medico, di nome Filippo, che sia offerto un solo rimedio. Ma le lettere per il congedo facevano sospetto e lo stesso Parmenione da tempo da Capadocia, che, l’ignaro Alessandro di debolezza, scrisse al medico Pilippo di famare, infatti quello a Dario con ingente denaro venne corrotto. Tuttavia tutto che abbia pensato dubbioso nel credere nella fiducia del medico la quale morì per l’indubitato morbo. Io ricevo allora poco, le lettere del medico tradì pertanto fra il bere gli occhi nel volto i lettori intendono. Affinchè guardasse tranquillo, avendo allietato che abbia fatto e la sanità nel quarto giorno recepì.”
Inviata da : Luke