Genio del male Varie ed eventuali

SBIRCIATINA AL VOTO

Caro genio del male,
frequento una scuola di informatica e stamattina mi è capitata una cosa curiosa.
La professoressa stava per correggere e consegnare le verifiche di informatica, assistita dall’insegnante tecnico-pratico. Prima di farlo ha fatto un’introduzione sul tipo di valutazione e ha fatto scrivere le fasce della verifica a un mio compagno. Sulla cattedra c’era un foglio con scritti i nomi degli alunni e i rispettivi punteggi.
Successivamente ha deciso di effettuare una foto alla classe, così da averla nel suo registro personale. La classe si è quindi spostata sul fondo del laboratorio, il professore tecnico-pratico ha scattato la foto mentre la professoressa è uscita dall’aula.
Finita l’operazione e mentre il professore era ancora in fondo al laboratorio, ho preso dalla cattedra il foglio dei punteggi e ho guardato il mio.
In quel momento è arrivato il professore, mi ha visto e mi ha detto che quello che stavo facendo era scorretto, e subito ha deciso di togliermi un punto della verifica per cosiddetto “COMPORTAMENTO SCORRETTO”!! Pensavo scherzasse, ma poi ha scritto sullo stesso foglio -1. Allora mi sono lamentato chiedendo il perché e lui mi ha detto che era una cosa scorretta e mi ha chiesto se riconoscevo il mio “errore”, io gli ho detto che non capivo perché e lui mi ha tolto un altro punto!!!
Successivamente è tornata la mia professoressa, a cui è stato riferito il fatto e che ha deciso non di togliermi i punti, ma di interrogarmi al più presto per questo comportamento.
I professori possono fare queste cose? A me sembra una cosa molto eccessiva!!
Grazie in anticipo della collaborazione!

La risposta del Genio del male

Assolutamente non possono comportarsi così! Lo Statuto dice espressamente, all’art. 4 comma 3, che “nessuna sanzione disciplinare connessa al comportamento può influire sulla valutazione del profitto” quindi, se già di per sé la sottrazione di un voto intero è irregolare in caso di un richiamo, qui siamo di fronte ad una situazione nella quale non c’era neppure ragione di darti una sgridata. Non hai messo in atto nessuna attività di spionaggio, né alcun comportamento scorretto dato che l’occhio ti è solo caduto, dalla posizione nella quale ti trovavi, fuori posto ed in piedi come tutti eravate stati autorizzati ad essere, su di un foglio abbandonato. La responsabilità è dei docenti che hanno lasciato in giro l’esito di verifiche che al momento non avevano ancora intenzione di pubblicizzare. L’interrogazione annunciata dalla tua professoressa in risposta alla scena che si era persa ha il carattere di vessatorietà e risulta quindi illegittima. Denuncia subito l’accaduto al Dirigente scolastico.

1 set 11 h.10:09 | John Beer



UNA GITA PER IL COLLEGIO DOCENTI

Carissimo genio del male, sono da poco diventato rappresentante d’istituto e tra i punti della mia campagna elettorale era prevista l’organizzazione della settimana culturale (nella realtà 3 giorni).
Oggi parlando con la professoressa addetta al “rapporto con gli studenti” ci dice che non è possibile organizzarla perché occorreva proporre l’idea al collegio docenti, che si è tenuto poco fa e il prossimo sarà a giugno!
E’ vero o si è inventata questa cosa per liquidarci in due parole? E soprattutto: siamo ancora in tempo per organizzare questi “3 giorni culturali”? Se si, come possiamo fare?
Ti ringrazio in anticipo per la disponibilità.
Sebastiano

La risposta del Genio del male

Le modalità di assemblea del collegio dei docenti sono previste in generale dall’art. 7 lettera r) punto 4 del T.U.n° 297 del ’94, dove si dice che la riunione avviene “ogni qual volta il direttore didattico o il preside ne ravvisi la necessità oppure quando almeno un terzo dei suoi componenti ne faccia richiesta” o, comunque almeno una volta a quadrimestre o trimestre. Quindi siete ancora in tempo per organizzare la vostra uscita: accordatevi con gli altri professori che ritenete interessati alla gita o andate direttamente dal dirigente scolastico: loro possono convocare il collegio anche se si è appena riunito e nel calendario non era in previsione un nuovo incontro. Non lasciatevi scappare la vacanza!

1 set 11 h.10:09 | John Beer



GIUSTIFICAZIONI PER SCIOPERO E PER MAGGIORENNI

Ciao genio ho 2 domande da porti. Sono una studentessa di un liceo di Napoli e vorrei sapere se il preside può mettere l’ accompagnamento a tutta la scuola per un’ assenza di massa dovuta alla partecipazione ad uno sciopero nazionale e minaccia sempre lo stesso provvedimento ogni volta che la scuola vuole aderire a manifestazioni o scioperi a livello regionale o nazionale ; premetto che nella mia scuola ci sono validi motivi per scioperare il preside lo fa solo per impedirci di discutere dei problemi scolastici. La mia seconda domanda è i maggiorenni possono firmare assenze, uscire prima e altre cose rispetto ai minorenni che hanno bisogno dei genitori?! Perché nella mia scuola questo non viene attuato.! grazie per una tua eventuale risposta

La risposta del Genio del male

1) Per trattare problemi inerenti al vostro Istituto è legalmente garantita la possibilità di associarsi a livello studentesco ed il Dirigente scolastico non può che prenderne atto, trattandosi di una normativa superiore(art. 2 comma 10 del D.P.R. n° 249 del ’98). I criteri generali di partecipazione alle manifestazioni pubbliche durante l’orario delle lezioni, invece, sono previsti dal regolamento d’istituto. In ogni caso se la partecipazione allo sciopero è autorizzato dal dirigente scolastico le lezioni per quel giorno sono da ritenersi sospese, altrimenti gli studenti risultano inesorabilmente assenti e quindi tenuti a giustificarsi.
2)Non è affatto legittimo misconoscere l’autonomia acquisita con il compimento dei 18 anni, a meno che non sia un giudice ad averlo stabilito. Con la maggiore età, infatti, si ottiene la capacità di agire, ossia di diventare protagonisti responsabili di tutto ciò che riguarda direttamente, sia dal punto di vista personale che economico. La scuola in quanto istituzione che vive ed è disciplinata dalle norme dello Stato non può far altro che prendere atto delle situazioni che questo disciplina e autoregolarsi di conseguenza, pena cadere nell’abuso di potere. Quindi i maggiorenni sono legittimati a giustificare di propria mano le assenze ed anche, volendo e dietro richiesta in forma scritta, a sospendere le comunicazioni che possono intercorrere fra genitori e scuola.

1 set 11 h.10:09 | John Beer



RAPPRESENTANTE D’ISTITUTO: QUANTO DURO?

Ciao Genio, vorrei chiederti delucidazioni in merito alla carica di rappresentante di istituto. Vorrei sapere in particolare se la durata della carica è decisa dal regolamento di ogni singolo istituto, oppure se c’è qualche legge in merito, e se dura 1 o 2 anni. Sono all’inizio del quinto anno, sono stato eletto al quarto anno rappresentante di istituto, e lo sono ancora dato che non abbiamo ancora fatto le nuove elezioni. Per questo vorrei sapere se sono automaticamente in carica anche quest’anno, grazie Genio.

La risposta del Genio del male

In base all’art. 14 del D. leg. N°297 del ’94, testo unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione, l’assemblea degli studenti deve darsi un “ regolamento per il proprio funzionamento che viene inviato in visione al Consiglio di Istituto”. L’autonomia garantita dalla legge di decidere su chi, come, quando e per quanto esprimere pareri o formulare proposte direttamente al consiglio di Istituto è lasciata all’assemblea studentesca. Consulta il regolamento prodotto e verifica le condizioni di eleggibilità che sono contenute solo lì.

31 ago 11 h.04:08 | John Beer



SCUOLA DE-CADENTE

Ciao Genio del male, ho una domanda da porti:
il nostro liceo è un edificio di un privato sotto contratto di locazione.Si trova in uno stato pessimo:cade l’intonaco dal soffitto,le palestre si allagano,le porte sono rotte e in una classe la finestra è addirittura bucata!
Ora come si risolve la situazione?
So già che dobbiamo appellarci allo statuto e al diritto allo studio ma a chi dobbiamo rivolgerci?
Chi dobbiamo “minacciare” di provvedimenti legali nel qual caso la situazione non cambi?

La risposta del Genio del male

Il vostro diritto costituzionale alla salute deve essere assicurato dalla scuola che deve porre in essere le misure idonee a garantire la salubrità degli ambienti frequentati dagli studenti. Se il Dirigente scolastico fa orecchie da mercante, nonostante reiterate sollecitazioni (consiglio di documentare il tutto), chiamate semplicemente l’ Asl locale che, ricevuta la segnalazione, si attiverà d’ufficio.

31 ago 11 h.04:08 | John Beer



LA GITA E AUTOGESTIONE

Salve genio del male!
Per te ho una domanda semplice semplice.
nella nostra scuola la settimana culturale non si fa da anni. al massimo si fanno vedere un paio di film in lingua (frequento un liceo linguistico) tutto ciò è legale, e anche lo fosse, si può fare qualcosa per cambiare, organizzando una settimana culturale con lezioni autogestite, come si fa nella maggior parte delle scuole?
Ti ringrazio in anticipo.

La risposta del Genio del male

Gli studenti hanno diritto ad una proposta formativa che favorisca, anche con l’uso di sussidi, l’apprendimento in una prospettiva di integrazione sociale. In quest’ottica sono agevolati i rapporti della scuola con il territorio nelle sue espressioni istituzionali, professionali e sociali. Se per assenza di fondi non sono possibili le gite, possono essere comunque introdotte altre soluzioni, anche su istanza degli studenti. L’art. 2 comma 2 dello Statuto prevede che il regolamento d’Istituto attribuisca agli studenti anche la facoltà “di svolgere iniziative all’interno della scuola, nonché l’utilizzo dei locali” della stessa. Le lezioni autogestite potrebbero essere una soluzione interessante, consultate il regolamento e proponetele.

30 ago 11 h.09:08 | John Beer



FESTA PER ELETTORI

Esimio Genio del Male,
volevo chiederti un consiglio riguardo un fatto accaduto oggi nella mia scuola. Alcuni ragazzi di una lista candidata al Consiglio d’Istituto hanno affisso in tutta la scuola dei manifesti dove si pubblicizzava una serata per Halloween organizzata dalla stessa lista, con tanto di nomi di quattro candidati. Poiché nella mia scuola si vota domani, oggi non era possibile fare propaganda (il cosiddetto “silenzio elettorale”), come stabilito dall’articolo 35, comma 2, dell’Ordinanza Ministeriale 15 luglio 1991, n. 215. I ragazzi si sono difesi dicendo che non c’era scritto esplicitamente di votare la lista, ma, a mio parere, è sempre un modo implicito di fare propaganda elettorale. Potremmo richiedere alla Commissione Elettorale di escludere quella lista dalle elezioni per violazione del silenzio elettorale? O, in alternativa, quali altri provvedimenti potremmo chiedere? Può essere considerata propaganda elettorale? In questo caso potremmo fare ricorso anche dopo le elezioni? Aspetto fiducioso una tua risposta!

La risposta del Genio del male

Sembrerebbe una festa organizzata per ingraziarsi i potenziali elettori, tuttavia non essendoci nei manifesti alcun messaggio elettorale o che facesse apertamente riferimento al programma della lista, mi sembra davvero tirato per i capelli voler affibbiare a questi ragazzi una violazione della par condicio. Il fatto di essere candidati non li esclude automaticamente dalla partecipazione o dall’organizzazione di un’altra attività, per altro non attinente all’elezione, bensì ad un momento ludico extra-scolastico. Potreste però effettuare una verifica riguardo i promotori e a nome di chi sono state chieste le autorizzazioni, perché se i soli nominativi che vi trovate davanti sono quelli dei candidati in questione, allora vi conviene almeno segnalare la cosa, anche dopo le elezioni.. Nel caso venisse confermato il sospetto di plagio da parte dei concorrenti di quella lista, le elezioni svolte rimarrebbero comunque valide perché non formalmente viziate, ma potrebbero essere introdotti degli accorgimenti per le successive edizioni al fine di evitare simili furbate.

30 ago 11 h.09:08 | John Beer



RECIPROCITA’ NELL’ORA DI RELIGIONE

Caro Genio del Male,
Ho un problema, o meglio, alcuni miei compagni di classe hanno un problema: la prof. di religione è pazza.
Premetto che io non faccio religione, quindi non so se quello che mi hanno detto sia vero o in parte inventato, in ogni caso è successo questo.
La prof si è messa a discutere con dei miei compagni di classe perchè sono atei, lei diceva che gli facevano pena perchè non credevano in dio e dopo che una mia amica ha detto “Io non ci credo perchè non ci sono prove della sua esistenza” la prof ha ribattuto dicendo che lei HA TUTTE le prove del mondo della esistenza di dio.
Ora ti chiedo cosa si può fare per convincere la prof ha tenersi i suoi giudizi per se nel caso succeda ancora,
Grazie in anticipo per l’aiuto

La risposta del Genio del male

Il rispetto delle opinioni altrui è fondamento della convivenza civile. Nessun può essere punito direttamente o indirettamente per aver espresso un’opinione sempreché non lesiva di diritti altrui ( art. 4 del D.P.R. n° 249 del ’98). Così come è vostro diritto manifestare liberamente un vostro punto di vista, così lo è anche per i docenti. Il fatto che l’insegnante di religione si scaldi tanto per la questione sull’esistenza di Dio non mi suona strano, non tanto perché è in discussione l’essenza della sua materia, ma quanto perché è storia vecchia di secoli. Fintantoché non si superano i limiti del rispetto reciproco, ci sarà sempre qualcosa da obiettare, da entrambe le parti. Quindi suggerisci ai tuoi compagni di farsi snocciolare le prove dell’esistenza di Dio, loro avranno il sacro e santo, non è un eufemismo, diritto di controbattere.

29 ago 11 h.04:08 | John Beer



FINE DELLE LEZIONI

Ciao, frequento l’ITI, oggi al suono della campanella che indicava la fine delle lezioni ci siamo catapultati io e un mio amico alla porta.
Il mio amico avanti a me e io dietro.
La professoressa mi chiama e mi dice fermo qui!
Io mi giro la guardo e me ne vado.
Lei mi ha messo una nota disciplinare che non so ancora cosa ha scritto lo vedrò domani.
Ma lei non può trattenermi in classe se è ora di andare a casa.
C’è da dire che al mio amico davanti a me che si è catapultato più velocemente di me non gli ha detto niente…sono un po’ antipatico a questa professoressa.
Posso contestare questo oppure evito?

La risposta del Genio del male

Aspettare che una persona finisca di parlare prima di andarsene o voltarle le spalle è una regola di civile convivenza, non penso che fosse intenzione della tua professoressa sequestrarvi. Compito della scuola è insegnare proprio queste basilari regole di vita, anche comminando sanzioni disciplinari in caso di mancanze. Quindi non c’è niente da obiettare se la tua insegnante ti ha ripreso per un atteggiamento un po’ troppo burrascoso, per non dire indisciplinato. La prossima volta preparati a rispondere garbatamente che potresti perdere l’autobus: alla necessità ed urgenza quasi tutto è giustificato.

16 apr 11 h.10:04 | John Beer



SCUOLA DI RESISTENZA… ALLA STANCHEZZA

Salve insigne genio del male
Le scrivo per parlarle di una particolarità della mia scuola( liceo scientifico tecnologico): quest’anno noi tutti faremo sei ore da sessanta minuti cinque giorni su sei, già questo rende pesante la scuola ma il problema e che non abbiamo un tempo dedicato alla ricreazione o comunque una pausa che duri più di 1 minuto. Io credo che , con gli orari che abbiamo noi ,almeno dieci minuti di libertà ci debbano essere anche perché senza questi i professori non possono pretendere che alla sesta ora noi siamo cerebralmente più attivi della sedia sulla quale siamo seduti. quindi le chiedo: c’è una legge o qualcosa di simile che possa permetterci di ottenere una pausa , oppure la decisione spetta al buon senso del preside e della scuola ??
ossequi

La risposta del Genio del male

Più che altro mi sembra vi si voglia allenare alla resistenza alla stanchezza, come soldati pronti per una missione! La scuola deve sì preparare gli studenti ad entrare in società, ma è anche vero che lo deve fare nel rispetto delle “persone”,quali sono gli alunni, e delle loro esigenze. In base all’art. 2 comma 4 dello Statuto “lo studente ha diritto alla partecipazione attiva” alla vita scolastica e non vedo come questo modo di organizzare l’orario delle lezioni, senza pause o interruzioni, possa rendere realmente presenti ed attenti gli scolari in classe. La scuola deve garantire le condizioni per assicurare un ambiente favorevole alla crescita integrale della persona ( stesso art. 2 al comma 8) e quindi anche rispettare l’elementare tempo di recupero tra il passaggio ad un’attività e quella successiva, tra l’apprendimento di una materia e la seguente. Il regolamento d’istituto prevede che gli studenti manifestino la loro opinione in tema di organizzazione della scuola, quindi segnalate la fondamentale esigenza ad una pausa di recupero psichico. Ne va della vostra salute, il Preside non potrà più tacere!

16 apr 11 h.10:04 | John Beer




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