Genio del male Punizioni di gruppo

7 IN CONDOTTA PER GLI SCIOPERANTI PIU’ GIOVANI?

Caro Genio del Male, oggi moltissime classi del mio Liceo hanno scioperato. Io faccio il IV Ginnasio. In classe sono entrate due ragazze e i professori hanno detto che ci metteranno il 7 in condotta perché secondo loro non dovremmo scioperare visto che facciamo il primo anno, è possibile fare ciò o è un abuso del potere? Grazie mille.

La risposta del Genio del male

E’ del tutto incostituzionale sostenere che i più piccoli non possano protestare: la Costituzione prevede l’uguaglianza indipendentemente dall’età, quindi o hanno diritto di parlare tutti o nessuno lo può fare! Lo Statuto dice espressamente che “ogni” studente ha diritto a manifestare le proprie idee e, quindi, questo vale per tutte le classi. Chiunque può dire la sua, nei tempi e nei modi che ovviamente è consentito e non può essere punito per quello che ha detto, a meno che non sia lesivo di diritti altrui. Il fatto che i vostri professori vi abbiano “minacciato” un brutto voto in condotta dipende dal fatto che, se lo sciopero non è stato autorizzato dal Preside, la vostra assenza non sarebbe stata giustificata. Se risultate assenti e non avete una valida ragione al rientro, possono essere prese misure disciplinari, così come previsto dal Regolamento di Istituto. A questo non si sfugge, consultate la normativa interna e verificate, per la prossima volta, se è davvero il sette in condotta che rischiate se scioperate.

5 set 11 h.10:09 | John Beer



VIAGGIO SALTATO PER LA CLASSE TURBOLENTA

Carissimo Genio del male,
Frequento la terza media a Bologna e dai primi giorni di prima ci è stata pubblicizzata la possibilità, alla fine dei 3 anni, di andare con la classe per una settimana in Francia, ospitati in famiglia, ovviamente a pagamento. Tutto ok fino a qualche giorno fa, quando la professoressa di francese ha comunicato che, in accordo con tutto il collegio docenti, la gita è stata annullata per motivi di condotta della classe (!)
Ora io mi chiedo: è possibile negare a tutti un’esperienza del genere solo per problemi di comportamento di qualcuno? E se si, potrei chiedere l’accorpamento ad un’altra classe, dato che siamo gli unici ‘fortunati’ a non andare?
Grazie e complimenti per le risposte!
Claudio

La risposta del Genio del male

Assolutamente no, la punizione che merita un solo studente, non può e non deve ricadere su tutti gli altri: c’è il principio di personalità della sanzione ( art. 4 dello Statuto). Per chi non è colpevole riportare una misura disciplinare immeritata è illegittimo e, dietro ricorso, deve ottenerne l’annullamento. Se il collegio dei docenti ha ritenuto che i responsabili dei comportamenti indisciplinati dovessero essere allontanati dalla comunità scolastica perché l’incolumità della stessa era in pericolo, questo non comporta che l’intera classe debba risentirne (oltre al danno la beffa!). La gita era stata organizzata, quindi esisteva un vostro interesse legittimo alla tanto attesa partenza e un provvedimento di diniego generico che annulla la partecipazione di tutti è illegittimo. Chi non si è comportato male dovrà andare in gita, spetterà alla scuola stabilire delle modalità organizzative tali da fornire l’accompagnamento per gli alunni diligenti ( l’accorpamento dipende se previsto e possibile per il numero di partecipanti) e la docenza per chi, invece, se ne deve stare a casa. Denunciate la cosa al Dirigente Scolastico, un’esperienza così vale la pena di essere vissuta!

5 set 11 h.10:09 | John Beer



SANZIONI PER OCCUPAZIONE

Carissimo genio del male,
innanzi tutto grazie per tutti i preziosi consigli che dai a noi studenti per sopravvivere tra i banchi…. Ho qualche domanda per te.
Nella mia scuola i rappresentati stanno organizzando un occupazione per protestare contro dei problemi interni della scuola e, soprattutto, contro quella ‘cosa’ non definibile legge che prende il nome di riforma Gelmini. Nel caso che questo accadesse, a parte i rischi derivati da digos, polizia ecc. in quanto, come ormai spero sappiano tutti, l’occupazione è illegale, potrebbero esserci delle sanzioni da parte della scuola? tipo sospensioni e cose del genere?
Seconda domanda: un mio compagno durante l’occupazione stava filmando e facendo fotografie all’interno della scuola; la professoressa gli ha detto di smetterla e che se trovava pubblicate delle fotografie o video in cui appariva anche lei avrebbe preso provvedimenti… allora io mi domando: ma la professoressa non era in quel momento un pubblico ufficiale nell’esercizio di una funzione pubblica, in un luogo pubblico? cosa ci dovrebbe essere di privato? sarebbe come dire che tutti i poliziotti che mentre fanno il loro lavoro vengono ripresi e pubblicati dovrebbero fare lo stesso? mi potresti indicare se c’è una qualche norma che regoli questo argomento?
Rispondimi presto!
Gianfranco

La risposta del Genio del male

Se l’occupazione della scuola avviene da parte degli studenti senza mettere in atto modalità invasive, consentendo quindi lo svolgersi delle lezioni e l’accesso del personale scolastico, non si può ravvisare il reato di interruzione di pubblico servizio e l’autorità non è chiamata ad intervenire, anche se l’attività didattica finisce per essere svolta in un ambiente piuttosto caotico. Diversamente, quando le modalità di condotta di chi conduce l’occupazione sono volte ad interrompere il normale andamento delle lezioni senza lasciare possibilità alcuna ai docenti di svolgere il loro operato, si finisce per oltrepassare l’esercizio del diritto a manifestare la propria idea e ledere, così , diritti costituzionalmente garantiti. L’autorità pubblica, può intervenire, su richiesta dell’istituto o degli interessati, per ripristinare l’ordine quando questo viene totalmente a mancare: esiste un preciso dovere per i Dirigenti scolastici, pena omissione di atti d’ufficio, di richiedere l’intervento della forza pubblica. Se carabinieri o poliziotti hanno l’ordine di entrare e nel caso non ci si adegui allo sgombero, si può essere portati in centrale per le dovute identificazioni, se diversamente non fattibile. Non essendo l’occupazione autorizzata, qualsiasi sanzione la Presidenza preveda debba essere applicata, lo farà legittimamente, nel rispetto dello Statuto e del Regolamento interno. E’ tra l’altro nella facoltà dei docenti aumentare, successivamente, il carico di compiti, non nel tentativo di vessare o punire per l’occupazione, ma per recuperare legittimamente il tempo perduto.
Per quanto riguarda i professori, il Consiglio di Stato (Cons. Stato, Sez. VI, 17/10/2006, n.6185) ha deciso che la situazione di occupazione di un Istituto scolastico per agitazione studentesca non ha alcun effetto esonerativo sugli obblighi di presenza, intervento e controllo del personale docente ed amministrativo della scuola, che proprio in questo frangente deve garantire la loro presenza al fine di evitare degenerazioni. La professoressa, sebbene non stesse tenendo la sua lezione, svolgeva un compito preciso all’interno della scuola e, sempre che il suo diniego ad essere immortalata nella scuola occupata derivasse da un altro motivo, privato e personale, non potranno avere seguito legale le sue proteste.

2 set 11 h.09:09 | John Beer



UNA NOTA DI CLASSE

Ciao, Genio del Male (perché questo nome?).
Frequento il 3 anno di scientifico e circa 15 giorni fa ci è stata fatta una nota di classe con avviso alle famiglie (comportamento non corretto). Il coordinatore di classe ci ha fatto sapere l’altro giorno che il consiglio ha deciso per il sette in condotta a tutta la classe per il prossimo pagellino. Io credo non sia giusto dover pagare per colpa di chi è maleducato. A tanti come me, questo voto si ripercuoterà sulla media e sui punti di credito. Io mi impegno seriamente ogni giorno a studiare, perché mi piace studiare, e faccio attività extrascolastiche per potermi guadagnare qualche altro punto di credito. Ora, per una colpa non mia, rischio di vanificare tutto quello che ho fatto finora. Non è giusto!!! Ho letto in tante tue risposte che le note di gruppo non sono valide. Ma io, concretamente, cosa posso fare per oppormi a questa ingiustizia. Mio padre dice che ricorrerà a un avvocato, se necessario. Quello che vorrei gentilmente sapere da te e se ci sono le condizioni giuridiche per fare questo. A quali articoli di quale legge si può fare riferimento? Puoi aiutarmi, per favore! Capisco la rabbia di mio padre. Lui vede quanto io m’impegni per lo studio e vorrebbe fare qualcosa per aiutarmi e io lo chiedo a te. Ti ringrazio per i consigli che vorrai darmi.
Ciao.
Jessica.
III liceo scientifico Palmi RC

La risposta del Genio del male

Tuo padre ha perfettamente ragione a voler ricorrere contro il provvedimento disciplinare che ti ha abbassato il voto in condotta. La condizione giuridica per il ricorso è la norma fondamentale del nostro Stato che prevede che la responsabilità è personale, per altro principio richiamato anche dallo Statuto all’art. 4. Punizioni di gruppo, appioppate senza la singola disamina dei comportamenti individuali di tutti i soggetti in questione, sono illegittime. Ciascuno, infatti, quando è ritenuto autore di un comportamento che sia da intendersi come scorretto deve essere messo nella possibilità di spiegarsi. Non mi sembra che così sia stato fatto, dato che la punizione è stata comminata anche a chi era materialmente estraneo all’accaduto. Non temere mai di chieder giustizia, se è tuo diritto farlo.

2 set 11 h.09:09 | John Beer



UNA MARINATA DI GRUPPO

Genio del male buongiorno e grazie anticipate per la tua risposta.
Avrei una domanda da porti: ho sentito dire che se nella mia classe se non entra nemmeno una persona l’assenza non va segnata e non bisogna portare la giustificazione, ma è vero? Perché secondo me è una storia del tipo “i cavalli nelle fogne” però non si sa mai, è una cosa che se fosse vera tornerebbe utile

La risposta del Genio del male

Se non entra nessuno in classe perché c’è un’autorizzazione in tal senso, ovviamente non si può parlare di assenza collettiva. Diversamente se nessuno studente di una classe si presenta in aula all’appello, tutti risultano assenti e tutti dovranno fornire valide giustificazioni, che per altro in tale concorso di colpa mi sembra difficile possano essere accettate senza batter ciglio. Non vedo come la decisione democratica di saltare le lezioni potrebbe altrimenti passare inosservata…

1 set 11 h.10:09 | John Beer



VIETATE LE GAMBE FUORI

Caro genio….la nostra simpatica Preside ha deciso, nonostante le proteste di tutti gli alunni e dei rappresentanti di istituto, di vietare l’uso dei pantaloncini corti, bermuda e qualsiasi altro tipo di abbigliamento che non tenga coperta la gamba anche negli ultimi mesi scolastici (maggio, giugno) quando la temperatura in classe è insopportabile.
La motivazione di tutto ciò è che lasciare scoperta una parta della gamba non rientra nell’adeguato abbigliamento scolastico.
Lei tuttavia può vagare per i corridoi dell’istituto con la gonna (che arriva al ginocchio) dicendo che la gonna fa parte dell’abbigliamento femminile.
Noi maschi non possiamo usare pantaloncini perché( anche se l’ha detto con altre parole) le fanno schifo i peli!!!
Ma può fare questo la preside????

La risposta del Genio del male

Il rispetto ed il decoro per sé e per gli altri deve essere garantito in ogni ambiente pubblico, ma nei limiti in cui questo sia rispettato, tutti sono liberi di scegliere la propria mise. L’adeguatezza dell’abbigliamento è concetto arbitrario e opinabile e in questi casi lo stesso codice civile dà un riferimento preciso: quel che penserebbe il buon padre di famiglia, ossia l’uomo medio che incontri per la strada. Ebbene, non mi sembra così strano vedere gente distinta che passeggia in pantaloni a ¾ a giugno inoltrato! Comprendo benissimo che la Preside abbia, a modo suo, voluto mettere un freno all’esagerazione che detta la moda, soprattutto quella femminile, di abbigliarsi a mo’ di pallavoliste o danzatrici del ventre, ma da questo a vietare i bermuda..neppure nei luoghi di culto lo fanno! Con il caldo è scontato che si cerca di salvarsi in qualche modo e i polpacci di fuori erano una cosa che tutti gli alunni avevano quando la tua Preside andava a scuola (e pure d’inverno). La scuola ha il dovere di rispettare il diritto degli studenti a che la loro identità sia valorizzata e rispettata (art. 2 comma 1 dello Statuto degli Studenti). Nessun regolamento scolastico legittimo può costringervi a vestirvi in un modo o nell’altro, sarebbe un sopruso che verrebbe meno al vostro personalissimo diritto di autodeterminazione.

1 apr 11 h.10:04 | John Beer



UNA GITA TURBOLENTA

Egr. Genio, 140 alunni di Liceo in gita, 140 sette in condotta per comportamenti indisciplinati. Eppure, a fine soggiorno, nessuno, tra dirigente ed accompagnatori ha ritenuto di dover avvertire i genitori delle gravi mancanze tenute dai propri figli. Conclusione: alcuni hanno “pagato” per una media che sfiora l’8,1 e dunque con due punti di credito in meno rispetto all’eccellenza. Tieni presente che, se per “comportamenti indisciplinati” si intendono i danni arrecati alla struttura alberghiera, gli stessi sono stati saldati trattenendoli dalla caparra versata dal ciascun alunno ad inizio soggiorno; dunque, i presunti colpevoli sarebbero ben individuabili. Così come chi si è macchiato di scempiaggini come canne, ubriacature e quant’altro (ma anche in questo caso, se la scuola parla di condotta indisciplinata vuol dire che è a conoscenza di CHI ha fatto COSA).E allora? Intendo agire. Dimmi come. Grazie
N.B. Sono stati chiesti i verbali. Ne abbiamo ottenuto uno solo, quello dei consigli per i voti finali, dove c’è un generico richiamo alla condotta tenuta in gita che ha come conseguenza inequivocabile, a giudizio dei professori tutti, l’abbassamento del voto comportamentale.

La risposta del Genio del male

In generale, l’art. 4, comma 3 del D.P.R. n° 235 del’07 prevede la finalità della sanzione e specifica che non dovrà esserci interferenza sulla valutazione del profitto. Inoltre si prevede che le sanzioni debbano avere il carattere di temporaneità. Ma qui siamo di fronte ad un voto di condotta e si fa, cioè, in riferimento a quei macro-doveri comportamentali che vengono richiesti allo studente per un corretto vivere in ambito scolastico. Tuttavia, in questo caso, l’abbassamento del voto dipende da fatti che esulano completamente da tale ambiente, sebbene inteso in senso lato. Se uno si fuma una canna, si ubriaca e poi danneggia l’albergo dove si trova, è perseguibile secondo la legge italiana e starà al Preside informare, se del caso, le autorità. Non è competenza della scuola esprimere sulla condotta della persona- soggetto sociale un giudizio che influisca poi sulla valutazione della persona-studente: saremmo di fronte ad un voto morale. Ricorrete con azione collettiva, non tanto per annullare il giudizio per incompetenza ( ovvio ma più difficile da verificare), bensì per eccesso di potere. Una delle figure sintomatiche di questo vizio è l’irragionevolezza dei motivi che hanno portato ad un provvedimento. A parte l’assenza del criterio di valutazione adoperato per giudicare i comportamenti in questione, non si capisce perché siano stati puniti tutti indistintamente. Non si può attribuire un fatto ad generico gruppo di persone: la responsabilità penale e disciplinare è personale e si deve dare la possibilità a ciascuno di esporre le proprie ragioni. Qui nessuno era stato neppure informato del procedimento sanzionatorio che era in atto, né può farlo tutt’ora dato che avete avuto solo parziale accesso agli atti. Se erano individuabili e sono stati individuati i colpevoli, solo e solo a questi era da imputare la punizione. Tra l’altro, mi sembra di capire che i danni sono già stati saldati sottraendo a tal scopo la caparra di tutti:la situazione quindi era da definirsi conclusa.

1 apr 11 h.10:04 | John Beer



Somma di note

Caro Genio del Male,
in molte situazioni grazie ai tuoi consigli tutta la nostra classe si è salvata da ingiustizie ma adesso ne hanno inventata un’altra…
in poche parole abbiamo preso sette note di classe e i professori hanno deciso di sommarle alle note personali e di sospendere tutte le persone con minimo una nota personale, chi ha una nota personale verrà sospeso per un giorno, chi ha due note personali verrà sospeso per due giorni e così man mano che si aumentano le note personali.
Giovedì 10/12/09 avremo il consiglio di classe e temo per me e molti dei miei compagni.
Grazie per l’aiuto.

La risposta del Genio del male

Se qualcuno è stato sospeso potrà certamente chiedere i danni: questa è una punizione altamente inusuale, a meno che le note eprsonali non siano l’extrema ratio, cioè il rimedio più grave.
Ma non essendolo siamo di fronte ad un abuso! Le note di classe non esistono quindi può sommarle quando vuole, ma non otterrà nulla!

3 mar 10 h.11:03 | John Beer



Note di classe

Caro Genio del male,
mi congratulo con te per questo splendido servizio che ci doni liberandoci dalle ingiustizie scolastiche.
Passiamo al mio problema: vado in 2°a all I.T.I “S.Mottura” di Caltanissetta ad indirizzo scientifico tecnolgico.
Ieri la professoressa di chimica ha messo una nota a tutta la classe perchè qualcuno che non abbiamo capito chi è (chi lo sa non vuole parlare) fischiava durante la lezione mentre il professore era girato.
Io sono stanco delle note a tutta la classe per colpa dei soliti e vorrei sapere se c’è qualche articolo che mi permette di portare la situazione a mio favore e cosa devo fare con questi compagni indisciplinati.
Grazie mille per il servizio che ci offri.

La risposta del Genio del male

Le note di classe contraddicono alla norma fondamentale (presente nello statuto degli studenti all’art 4) per cui la responsabilità disciplinare è personale. Per cui o si scrive “Tizio ha fatto questo” oppure la nota è da considerarsi come NON messa!

13 ott 09 h.11:10 | John Beer



Sciopero o malattia?

Caro Genio del male,
Come lei ben sa l’ istruzione in questo periodo è in crisi tra scioperi, occupazioni eccetera.
Il caso è questo:
lunedì 3 novembre mi sono recato nel mio liceo trovandolo in sciopero dei ragazzi (tra cui i rappresentanti d’ istituto) mi hanno condotto (non con la forza ma comunque contro la mia volontà) in cortile ed ho partecipato allo sciopero che è durato 3 giorni (scolastici per noi del ginnasio, normali per i liceali che hanno passato nel liceo anche la notte) allo scadere dei quali gli altri liceali si sono consigliati per istituire un altro sciopero programmato per il lunedì 10 Novembre.v
Io in quei giorni sono stato male, ho avuto mal di testa e febbre a causa dei quali sono rimasto a casa.
Non l’ avessi mai fatto, il preside al mio ritorno mi ha penalizzato insieme ai partecipanti allo sciopero,dichiarando che ci impedirà di scioperare a qualsiasi costo, anche arrivando a causa legale.
Nonostante le proteste da parte mia, sono stato penalizzato come gli altri scioperanti.
Ecco le mie domande:
il preside può impedirci di scioperare?
Non dovrebbe essere un nostro diritto?
Le sembra giusto che coloro che non partecipano allo sciopero debbano essere interrogati a tappeto dall’insegnante?
Saluti

Luigi

La risposta del Genio del male


La questione è delicata per cui mettiamoci d’accordo sui concetti di cui si sta parlando:
1)NON esiste un diritto allo sciopero per gli studenti, perché la Costituzione lo limita ai lavoratori;
2)stare a casa assenti è un diritto in caso di malattia, e il preside non può rifiutare la giustificazione se non ha prove della falsità della stessa,
3)detto questo le sanzioni disciplinari per assenze immotivate sono ammesse. Poi potremmo discutere su quell’”immotivate” però in teoria è così.
4)Ovviamente il comportamento della professoressa è illegittimo.

26 nov 08 h.03:11 | John Beer




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