PUNITI TUTTI PERCOLPA DI POCHI

Caro genio del Male. Volevo segnalarti la mia situazione e di altri 10 ragazzi.
Siamo in un istituto che sta sperimentando la nuova riforma, frequento la classe di elettronica & telecomunicazioni del 3o anno e, come previsto dalla nuova riforma debbo seguire delle materie in comune con la classe di elettrotecnica.
E’ proprio qui che si verificano i problemi.
Sopratutto nella materia di Italiano ove la classe degli elettrotecnici si diverte a dare problemi e comportarsi in modo scorretto. La professoressa ovviamente prende provvedimenti (compiti a sorpresa, note sul registro, temi con argomentazione di sola letteratura anzichè 3 possibili varianti, pagine da studiare in più), ma la cosa che a noi Elettronici non va bene è che queste punizioni vengano applicate anche a noi, anche se siamo zitti da una parte della classe.
Parlando con la professoressa lei dice che non è in grado di dare punizioni personali, ma come possiamo fare per non avere punizioni e/o ulteriori pagine da studiare grazie a loro?
Possiamo fare qualcosa?
Grazie in anticipo
Corrado

La risposta del Genio del male

La responsabilità disciplinare è personale, nessuno può essere sottoposto a misure sanzionatorie, senza aver prima appurato che è il diretto responsabile del comportamento negativo. Questo è un diritto di tutti gli studenti, anche lo Statuto parla chiaro su questo punto. In altre parole, voi avete diritto che la vostra professoressa accerti chi sono i colpevoli ogni qualvolta succede qualcosa che non doveva accadere. E’ un problema della docente accorgersi chi chiacchiera, chi non sta attento o chi fa confusione ed è un suo dovere dare solo e solamente a questi ultimi le punizioni del caso. Ogni provvedimento appioppato a chi non se lo merita deve essere annullato per manifesta illegittimità: è irragionevole punire chi non ha colpa! Deve essere blandito l’adagio che se non vengono fuori i colpevoli tutti devono pagare. A questo, poi, si aggiunge che la tua docente, non sapendo come contenere l’esuberanza di pochi, oltre a punire tutti con misure disciplinari ordinarie, utilizza anche sistemi illegittimi. Verifiche o interrogazioni che hanno tutto il sapore della vessatori età, sono manifeste violazioni del regolamento, tanto per chi sembrerebbe meritarsele, tanto per chi no. E’ vostro diritto che lei faccia bene il suo lavoro e rispetti le regole. Denunciate la cosa al Preside e non permettete che il vostro rendimento sia penalizzato ancora!

2 set 11 h.09:09 | John Beer



SEQUESTRO DI APPUNTI SMARRITI

Salve,
scrivo una cosa forse un po’ banale ma volevo un chiarimento in merito…durate un esame all’università avevo degli appunti in una cartellina con cui reggevo il foglio “visto che nella mia università non dispongono neanche di aule”.. ritornando al discorso mentre sostenevo l’esame sono caduti da premettere che non stavo sbirciando…infatti non mi ero nemmeno accorto che erano caduti la professoressa li ha presi poi alla fine dell’esame non me li ha voluti restituire ha detto che erano sequestrati per una questione di principio vorrei sapere se e tenuta a farlo anche perché mi sono stati prestati ringrazio in anticipo per la risposta…

La risposta del Genio del male

Cadendo a terra quei fogli potevano essere di tutti e di nessuno, quindi chiunque poteva raccoglierli e tenerseli, salvo renderli nel caso fosse avanzata richiesta dal legittimo proprietario. Caso ha voluto che a trovarli è stata la tua professoressa, alla quale la pretesa di rientrare in possesso degli appunti, la presenza dei quali era vietata in aula durante lo svolgimento dell’esame, risulta essere una manifesta ammissione di colpevolezza della detenzione abusiva. Appurata la paternità degli scritti, la professoressa deve comunque procedere alla resa, restando in ogni caso a sua discrezionalità tenere o meno conto della tua condotta.

2 set 11 h.09:09 | John Beer



CITAZIONI DEL PROFESSORE SU FACEBOOK

Caro genio del male, su Facebook ho creato una pagina per la mia classe dove abbiamo pubblicato alcune citazioni dei nostri professori.. Ripeto, solo citazioni con scritto sotto il nome del professore che le ha pronunciate.. Volevo sapere se in questo modo ho violato la legge per la privacy… Abbiamo pubblicato solo citazioni nessun video, nè foto, nè registrazioni!! Per favore risponda presto!

La risposta del Genio del male

Riportare interi discorsi o singole frasi pronunciate da altri in diversa sede, di per sé, non integra alcuna violazione, a patto che queste non vengano poi inserite in un contesto che potrebbe risultare ingiurioso per chi le ha proferite. Pur avendo pubblicato un elenco di citazioni in Internet, in un profilo che per altro rimane circoscritto alla vostra classe alla quale le parole in oggetto erano dirette, e non avendo inserito alcun dato che possa ricondurre specificatamente ed in modo certo all’autore, non è stata violata la legge sulle privacy, a patto che non fosse in altro luogo tutelata la paternità delle celeberrime frasi …

2 set 11 h.09:09 | John Beer



UNA PROFESSORESSA PREPOTENTE

Caro Genio del Male,
Sono un alunno di 2a biologico del Cobianchi di Intra che ha problemi con l’insegnante d’inglese. Questa professoressa passa la maggior parte delle sue ore a fare la solita ramanzina, dimenticandosi del suo ruolo. Per di più ha un atteggiamento chiuso e stizzoso per cui temiamo sempre ripercussioni o ricatti da parte sua se solo ci azzardiamo a lamentarci. Inoltre, durante le sue ore, non vola una mosca in classe. Questo non perché sia una brava insegnante, ma semplicemente per il fatto che durante le sue ore, c’è sempre un clima di tensione. Per fare un esempio del suo comportamento : oggi questa insegnante mi ha chiesto di andare insieme a lei in presidenza con il mio diario (durante l’ora d’italiano). Arrivati in presidenza, il preside mi dice che io posso tornare in classe a fare lezione perché dovevano parlare solo loro due. L’ora successiva, sentiamo bussare alla porta della nostra classe ed era di nuovo lei che mi ha chiesto poi di uscire “un attimo” per parlare con lei in corridoio sempre durante l’ora di italiano. Premetto che prima di tutto ciò, aveva appuntamento con mia madre per il colloquio (che non ha praticamente avuto luogo data l’aggressività di questa professoressa); mia madre si è vista costretta ad andare direttamente a parlare con il preside. Faccio presente che questa insegnante non solo parla male della mia classe nel resto della scuola, ma inoltre mi ha anche parlato male di tre miei compagni di classe senza che loro o i loro genitori fossero presenti. Inoltre, ha usato e usa tuttora atteggiamenti che io personalmente rit

La risposta del Genio del male

Una docente che non esercita professionalmente il suo dovere ovvero non rispetta le modalità con le quali svolgerlo, deve essere segnalata al superiore, il Preside, competente a farla retrocedere, con le buone o con le cattive, da un contegno intollerabile, in questo caso sotto troppi fronti. Infatti, la mancanza di rispetto che la tua professoressa manifesta è generalizzata perché chiunque entri in relazione con lei, studenti, genitori o colleghi subiscono dal suo comportamento una palese lesione dei propri diritti. Primi fra tutti i suoi alunni che, pur destinatari di continue offese alla loro dignità di persone prima ancora che di studenti, vivono in un clima di terrorismo psicologico creato per dissuadere ogni protesta nel timore di ritorsioni. Seguono, a ruota, i vostri genitori che, tenuti per legge ad essere informati del rendimento dei loro figli, non hanno nemmeno la possibilità di interloquire civilmente con quest’insegnante. Inoltre, alla mancanza di dedizione per il proprio operato, si aggiunge quella per il lavoro dei colleghi, invitandovi a soprassedere alle loro lezioni per motivi futili e discutibili. La condotta della tua professoressa deve essere al più presto arginata, informate il Consiglio di classe, documentate in modo metodico le situazioni dove vi sentite lesi e denunciate la cosa al Dirigente scolastico: a causa di una professoressa prepotente e aggressiva non solo il vostro diritto allo studio è compromesso, ma è venuto meno primo fra tutti quello ad essere rispettati, singolarmente e come classe.

2 set 11 h.09:09 | John Beer



ALLERGIA AI GIOCHI DI SQUADRA

La prego di rispondere anche se non ho voluto inserire i miei dati per una questione di privacy
Mi dispiace disturbarla per una questione relativamente semplice come la mia, tuttavia vorrei ugualmente la sua opinione. Come già le ho anticipato, il mio problema non è grave come quelli di cui leggo spesso nella sua rubrica; però ammetto che mi condiziona non poco.
Il mio problema è essenzialmente questo: educazione fisica. E’ un problema prevalentemente di matrice psicologica, non lo nego. La mia professoressa è severa, ma lei non mi ha mai dato troppi problemi.
Il problema vero sussiste con i miei compagni di classe.. come può capire il mio rapporto con loro non è proprio ottimo.. sono tutti troppo competitivi e non capiscono il mio punto di vista.
Non avendo praticato sport in questi anni mi trovo molto impreparata, ma come può ben intuire il mio problema riguarda unicamente gli sport di squadra. Il problema è abbastanza grave perché io purtroppo delle volte non riesco proprio ad entrare in palestra ed ho molta paura di fare ginnastica.
Quest’anno per tentare di migliorare la situazione, sto frequentando un corso di palestra; come mi hanno detto le persone a cui mi sono rivolta riguardo ad esempio la pallavolo, le cose le so fare.
L’anno scorso il problema di educazione fisica ha fortemente colpito sia la mia valutazione scolastica, perché il solo pensiero mi faceva perdere la concentrazione e stare male, sia le assenze e le uscite anticipate, per poterla saltare.
Quest’anno molte cose sono migliorate, ma questa cosa mi condiziona troppo e mi fa ancora stare molto male.
Ho tentato di fare capire alla professoressa e a molti altri che me lo ripetono che il problema non si risolve se lei mi dice di fregarmene. Chiedo una sua opinione sul da farsi.
Vorrei avere ad esempio la possibilità di non giocare se sto male.
Grazie per il suo tempo.
La prego di rispondere il prima possibile perché tra pochi giorni ho di nuovo ginnastica.

La risposta del Genio del male

In presenza di un disturbo fisico ovvero psichico nessuno può essere costretto a compiere l’attività che ne è causa o che l’esecuzione, in tal modo, non può che esserne compromessa. Nell’ambito scolastico i professori devono tener conto del processo formativo di ogni studente, individualmente preso, dando il giusto peso anche alle problematiche che questo incontra nel percorso educativo. Tuttavia, non essendo il tuo problema di natura fisica bensì relazionale, dato che frequenti individualmente un corso in palestra, è difficile che tu riesca a procurarti un’esenzione permanente per l’ora di ginnastica, a meno che il disagio psichico che ti provoca partecipare non sia così fuori del comune che il tuo dottore ne prescriva la sospensione finché non sia stato adeguatamente curato. Propongo quanto prima un appuntamento dal medico di base.

2 set 11 h.09:09 | John Beer



LEGITTIMITA’ OCCUPAZIONE MIGLIORATIVA

Ho cercato in molti siti tra di cui questo, disperato ti pongo un quesito, sperando che tu risponda il prima possibile.
Siamo sul piede di occupare l’istituto, legalmente sappiamo che rischi corriamo e come comportarci e sopratutto come mantenere l’ordine… ciò che ci ha bloccato oggi nel proclamare lo stato di occupazione è stata la “minaccia” di alcuni genitori, ovvero “se mio figlio/a non entra regolarmente domani a scuola, vi denuncio” riferendosi ai rappresentati d’istituto e agli organizzatori dell’occupazione.
Desidererei sapere se possono effettivamente farlo, ipotizzo che si avvalgono al “diritto allo studio” ma vorrei conoscere bene i rischi su questo punto e sapere se possiamo “raggirarla” in qualche modo, la nostra non è un’occupazione di distruzione bensì vogliamo farci sentire tramite una programmazione di eventi ai fini culturali e scolastici, invitando anche telegiornali locali e non far sapere come la pensiamo e illustrare ciò che avviene e sopratutto come la viviamo tale occupazione, anche se è un modo illegale di protesta.

La risposta del Genio del male

Sulla base di un orientamento giurisprudenziale maggioritario, l’occupazione non è un reato penale perché gli studenti sono parte attiva nella gestione della scuola e hanno il potere-dovere di collaborazione, protezione e conservazione della scuola, oltre che di iniziativa per il miglioramento delle strutture e dei programmi di insegnamento. Se l’occupazione permette lo svolgimento, ancorché caotico, delle lezioni, gli studenti non possono essere denunciati né per interruzione di pubblico servizio dal personale docente ovvero dai dirigenti scolastici né, tanto meno, per lesione del loro diritto allo studio dai compagni assenteisti o dai loro genitori. Tuttavia, se la protesta è tale da inficiare completamente l’attività didattica , saranno i dirigenti, tutt’al più, se non fanno intervenire l’autorità pubblica per ripristinare l’ordine, a rischiare una denuncia per omissione di atti d’ufficio. Agli studenti, poi, non può essere nemmeno contestato il reato di occupazione di terreno o edificio pubblico, dato che è stato deciso che l’art.633 del codice penale non si applica alle occupazioni studentesche. Tuttavia, nel caso mutasse il tenore della protesta nata pacifica, non è escluso che possano derivare altre responsabilità penali od amministrative.

2 set 11 h.09:09 | John Beer



SANZIONI PER OCCUPAZIONE

Carissimo genio del male,
innanzi tutto grazie per tutti i preziosi consigli che dai a noi studenti per sopravvivere tra i banchi…. Ho qualche domanda per te.
Nella mia scuola i rappresentati stanno organizzando un occupazione per protestare contro dei problemi interni della scuola e, soprattutto, contro quella ‘cosa’ non definibile legge che prende il nome di riforma Gelmini. Nel caso che questo accadesse, a parte i rischi derivati da digos, polizia ecc. in quanto, come ormai spero sappiano tutti, l’occupazione è illegale, potrebbero esserci delle sanzioni da parte della scuola? tipo sospensioni e cose del genere?
Seconda domanda: un mio compagno durante l’occupazione stava filmando e facendo fotografie all’interno della scuola; la professoressa gli ha detto di smetterla e che se trovava pubblicate delle fotografie o video in cui appariva anche lei avrebbe preso provvedimenti… allora io mi domando: ma la professoressa non era in quel momento un pubblico ufficiale nell’esercizio di una funzione pubblica, in un luogo pubblico? cosa ci dovrebbe essere di privato? sarebbe come dire che tutti i poliziotti che mentre fanno il loro lavoro vengono ripresi e pubblicati dovrebbero fare lo stesso? mi potresti indicare se c’è una qualche norma che regoli questo argomento?
Rispondimi presto!
Gianfranco

La risposta del Genio del male

Se l’occupazione della scuola avviene da parte degli studenti senza mettere in atto modalità invasive, consentendo quindi lo svolgersi delle lezioni e l’accesso del personale scolastico, non si può ravvisare il reato di interruzione di pubblico servizio e l’autorità non è chiamata ad intervenire, anche se l’attività didattica finisce per essere svolta in un ambiente piuttosto caotico. Diversamente, quando le modalità di condotta di chi conduce l’occupazione sono volte ad interrompere il normale andamento delle lezioni senza lasciare possibilità alcuna ai docenti di svolgere il loro operato, si finisce per oltrepassare l’esercizio del diritto a manifestare la propria idea e ledere, così , diritti costituzionalmente garantiti. L’autorità pubblica, può intervenire, su richiesta dell’istituto o degli interessati, per ripristinare l’ordine quando questo viene totalmente a mancare: esiste un preciso dovere per i Dirigenti scolastici, pena omissione di atti d’ufficio, di richiedere l’intervento della forza pubblica. Se carabinieri o poliziotti hanno l’ordine di entrare e nel caso non ci si adegui allo sgombero, si può essere portati in centrale per le dovute identificazioni, se diversamente non fattibile. Non essendo l’occupazione autorizzata, qualsiasi sanzione la Presidenza preveda debba essere applicata, lo farà legittimamente, nel rispetto dello Statuto e del Regolamento interno. E’ tra l’altro nella facoltà dei docenti aumentare, successivamente, il carico di compiti, non nel tentativo di vessare o punire per l’occupazione, ma per recuperare legittimamente il tempo perduto.
Per quanto riguarda i professori, il Consiglio di Stato (Cons. Stato, Sez. VI, 17/10/2006, n.6185) ha deciso che la situazione di occupazione di un Istituto scolastico per agitazione studentesca non ha alcun effetto esonerativo sugli obblighi di presenza, intervento e controllo del personale docente ed amministrativo della scuola, che proprio in questo frangente deve garantire la loro presenza al fine di evitare degenerazioni. La professoressa, sebbene non stesse tenendo la sua lezione, svolgeva un compito preciso all’interno della scuola e, sempre che il suo diniego ad essere immortalata nella scuola occupata derivasse da un altro motivo, privato e personale, non potranno avere seguito legale le sue proteste.

2 set 11 h.09:09 | John Beer



FRA SCIMPANZE’ E GHIRO, L’OFFESA DOVE STA?

Caro genio del male, ho un po’ di problemi con la mia docente di francese ( una donna dagli evidenti problemi mentali e una maleducazione illimitata).
Oggi in classe c’era una mia compagna senegalese che stava dormendo, la professoressa l’ha chiamata e quando lei si è svegliata le ho detto: cosa dormi scimpanzé!
Dopo il mio commento la professoressa mi ha accusato di razzismo e messo una nota in cui afferma che ho insultato la ragazza, io mi sono infuriato e le ho detto che sarei andato dalla vice-preside e che avrei mandato una lettera alla scuola per informare chi di dovere dell’ingiusta punizione, ma dopo questo ha scritto, sotto la mia nota, che l’ho minacciata.
1 a me scimpanzé non sembra razzista tanto meno un insulto
2 non credo che ciò che ho detto sia considerabile una minaccia verso il docente, io le ho solo detto che avrei fatto una lettera alla scuola.
3 dato che ho già altre note ( anche se banali) questa essendo grave per il fatto della minaccia potrebbe portarmi alla sospensione e rovinarmi l’anno scolastico, come posso farmela togliere? e se si rifiutano cosa posso fare? grazie in anticipo per le risposte

La risposta del Genio del male

Le ingiurie sono perseguibili se l’interessato le avverte come tali, tuttavia in questo caso il riferimento che hai fatto è stato interpretato come manifestazione di discriminazione nei confronti della tua compagna. A base della convivenza civile esiste il rispetto per le persone e le loro diversità ed appellare qualcuno con il nome di un animale, con tutto il rispetto per questi ultimi, oltre che sgradevole ed irriverente, può assumere anche una valenza offensiva per la comunità. Il fatto, invece, che la professoressa abbia aggravato la punizione attribuendoti anche un comportamento minatorio, solo perché annunciavi di voler far valere altrove il tuo diritto a giustificarti, è fuori luogo. Denuncia la sproporzione fra l’accaduto e la punizione inferta, ma la prossima volta per dar del dormiglione a qualcuno privilegia il paragone con il classico ghiro.

2 set 11 h.09:09 | John Beer



UNA NOTA DI CLASSE

Ciao, Genio del Male (perché questo nome?).
Frequento il 3 anno di scientifico e circa 15 giorni fa ci è stata fatta una nota di classe con avviso alle famiglie (comportamento non corretto). Il coordinatore di classe ci ha fatto sapere l’altro giorno che il consiglio ha deciso per il sette in condotta a tutta la classe per il prossimo pagellino. Io credo non sia giusto dover pagare per colpa di chi è maleducato. A tanti come me, questo voto si ripercuoterà sulla media e sui punti di credito. Io mi impegno seriamente ogni giorno a studiare, perché mi piace studiare, e faccio attività extrascolastiche per potermi guadagnare qualche altro punto di credito. Ora, per una colpa non mia, rischio di vanificare tutto quello che ho fatto finora. Non è giusto!!! Ho letto in tante tue risposte che le note di gruppo non sono valide. Ma io, concretamente, cosa posso fare per oppormi a questa ingiustizia. Mio padre dice che ricorrerà a un avvocato, se necessario. Quello che vorrei gentilmente sapere da te e se ci sono le condizioni giuridiche per fare questo. A quali articoli di quale legge si può fare riferimento? Puoi aiutarmi, per favore! Capisco la rabbia di mio padre. Lui vede quanto io m’impegni per lo studio e vorrebbe fare qualcosa per aiutarmi e io lo chiedo a te. Ti ringrazio per i consigli che vorrai darmi.
Ciao.
Jessica.
III liceo scientifico Palmi RC

La risposta del Genio del male

Tuo padre ha perfettamente ragione a voler ricorrere contro il provvedimento disciplinare che ti ha abbassato il voto in condotta. La condizione giuridica per il ricorso è la norma fondamentale del nostro Stato che prevede che la responsabilità è personale, per altro principio richiamato anche dallo Statuto all’art. 4. Punizioni di gruppo, appioppate senza la singola disamina dei comportamenti individuali di tutti i soggetti in questione, sono illegittime. Ciascuno, infatti, quando è ritenuto autore di un comportamento che sia da intendersi come scorretto deve essere messo nella possibilità di spiegarsi. Non mi sembra che così sia stato fatto, dato che la punizione è stata comminata anche a chi era materialmente estraneo all’accaduto. Non temere mai di chieder giustizia, se è tuo diritto farlo.

2 set 11 h.09:09 | John Beer



INSUFFICIENTE DOPO LE RIPETIZIONI

Caro genio del male sono il padre di un ragazzo che frequenta la scuola citata e vorrei gentilmente un consiglio. Premetto che mio figlio a scuola zoppica un po’ quindi a nostra fatica lo mandiamo a lezioni private di matematica. Nell’ultima verifica viene a casa tutto soddisfatto per la verifica eseguita, purtroppo quando la professoressa porta le verifiche corrette la grande delusione: voto 2. Sono andato personalmente dalla professoressa a chiederle come mai e lei mi ha detto che il procedimento è sbagliato e quindi è tutto sbagliato. Mi sono fatto fare una fotocopia per farla vedere alla ragazza che gli dà lezione. Io mi chiedo se questo è giusto e corretto. I voti precedenti erano 5 in scritto 6/7 in orale.

La risposta del Genio del male

Le propongo di far vedere il compito e la risoluzione che ha dato suo figlio ad un’insegnante di pari grado di quella di ruolo che ha corretto la verifica. Senza nulla togliere alla ragazza che aiuta nel ripasso, il voto negativo non è frutto di una mancanza di preparazione, ma dell’applicazione di un procedimento sbagliato al problema assegnato. Solo un altro insegnante, con dimestichezza nella valutazione degli elaborati degli studenti, può valutare se, essendo applicabile la soluzione data di suo figlio, il compito poteva raggiungere la sufficienza. Nel caso risultasse che il metodo applicato era fattibile, lo segnali alla professoressa e le proponga bonariamente di rivedere il voto dato.

1 set 11 h.11:09 | John Beer




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