Compiti in classe Genio del male

TORTO ALLO STUDENTE: BEI VOTI A CHI NON FA NIENTE

Caro genio del male,
frequento la terza media, vorrei chiederti se è lecito che alcuni insegnanti già dall’inizio dell’anno scolastico, diano ad alcuni miei compagni che non studiano mai, verifiche in classe semplificate allo scopo di promuoverli a fine anno scolastico. I nostri genitori hanno chiesto spiegazioni sia alle professoresse che al preside, ma la risposta data è che loro possono fare quello che vogliono e che ad inizio anno hanno deciso che tutti dovevamo essere promossi. Io studio regolarmente e non trovo giusto che chi non studia sia anche premiato. Può mia madre chiedere copie dei compiti di tutta la classe anche se con nomi cancellati?Un’ultima domanda, posso registrare a scuola le mie interrogazioni?
Grazie

La risposta del Genio del male

A tutti gli studenti deve essere data la possibilità di imparare, nel rispetto delle loro personali capacità di comprensione ed apprendimento: questa è l’eguaglianza sostanziale che sancisce la stessa Costituzione. Tuttavia questo non deve e non può essere il pretesto per commettere ingiustizie. Se viene trattato chi non studia come chi lo fa, non solo si commette una manifesta ingiustizia, ma anche una palese discriminazione ai danni di chi si impegna. Tua madre ha il diritto di denunciare la cosa ed in quella sede verrà fatta un’indagine sui compiti di tutta la classe e con i nomi ben in evidenza. Registrare una tua interrogazione puoi farlo solo se hai il consenso dell’insegnante, nel caso contrario non solo non avrebbe alcun valore legale, ma potrebbe anche configurare un illecito.

1 dic 11 h.11:12 | John Beer



VERIFICHE DIVERSE NELLA STESSA CLASSE

Caro Genio..avrei da farti 4 domande
1)è giusto che una professore faccia compiti divisi in 2 categorie per quelli più bravi e quelli un po’ meno quindi più facili?
2)è giusto che una professore faccia 3 compiti diversi per non farci copiare?come facciamo a capire se sono equivalente per quanto riguarda la difficoltà?
3)quando la professoressa si arrabbia con noi può decidere in quel momento di fare un compito a sorpresa con voto solo per punizione?
4) sempre quando si arrabbia una professoressa può decidere di fare 2 domande a testa e mettere 2 se non si sa rispondere?

La risposta del Genio del male

Volendo dare una risposta ai tuoi quesiti, bisogna fin da subito precisare che l’insegnante nell’esercizio della sua professione, è tenuto a rispettare gli studenti tanto come persone quanto come alunni che si aspettano di imparar qualcosa dal suo operato. Se nella stessa classe vi sono studenti che abbisognano di tempi di apprendimento diversi rispetto a quelli degli altri, è loro preciso diritto che il docente ne tenga conto e la discriminazione che ne scaturisce è solo apparente. L’uguaglianza degli studenti all’interno della medesima classe non è formale, bensì sostanziale: il che significa che tutti devono poter imparare e ne devono avere l’effettiva possibilità. Starà, poi, alla buona volontà, alla pazienza ed alle capacità del professore cercare di ottemperare le diverse esigenze degli allievi della medesima classe. Quindi, a meno che non vi sia una lampante disparità di trattamento, verifiche con testo differente, ma qualitativamente sovrapponibile, non possono essere considerate illegittime. Resta sottinteso che se il dubbio è pesante basterà riferirlo al Dirigente scolastico che effettuerà un’immediata indagine.
Tuttavia i professori proprio così come devono rispettare il diritto allo studio di ciascuno, devono rispettare anche gli altri diritti che lo Statuto degli studenti attribuisce agli stessi. Il discorso si riferisce ovviamente ai voti affibbiati a guisa di punizione. Se un comportamento è scorretto lo studente ha diritto a ricevere la punizione, e da qui non si scappa, ma solo e solamente quelle che sono state previste dal Regolamento di Istituto a tal fine. Ogni provvedimento non previsto e dato allo scopo punitivo è illegittimo ed annullabile, tanto se si tratta di interrogazioni orali che compiti scritti.

1 dic 11 h.11:12 | John Beer



PRESTO E BENE, RARO AVVIENE!

Salve genio,
oggi abbiamo fatto un compito di matematica di 10 quesiti in 1h e 30, e mi sono reso conto che questo tempo non basta nè a me nè agli altri, mediamente quelli che vanno bene sono sempre i soliti 5-6 su 29. Oggi,come tutte le altre volte sbagliando dei calcoli mi sono dovuto fermare per ricontrollarli e nonostante abbia fatto velocissimo non sono riuscito a finire il compito e neanche a ricontrollare tutto, poiché dalla fretta non ho avuto abbastanza tempo per pensare…Io mi chiedevo, poiché siamo l’unica classe che tratta gli argomenti in modo molto approfondito, quindi facciamo esercizi molto difficili in confronto agli altri e ci ritroviamo a fare più esercizi in meno tempo, mi è venuto il dubbio se questa cosa si possa fare o no, perché qui come ogni classe che ha avuto questa professoressa saranno rimandati almeno i 3/4 della classe. Grazie!

La risposta del Genio del male

Gli studenti hanno diritto a ricevere una proposta formativa rispettosa dei propri tempi di apprendimento e comprensione di ogni singola materia. E’ il diritto allo studio e che garantisce lo stesso Statuto degli studenti. In altre parole i docenti devono tener conto delle capacità di acquisizione degli alunni tanto nel momento che spiegano quanto, in quello successivo, dove verificano quanto appreso: l’insegnamento deve essere qualificato e i docenti preparati ad educare, non solo impartire concetti. Se la maggioranza degli alunni di una classe risulta insufficiente, non sempre bisogna attribuirlo all’indolenza degli scolari, forse il problema deve essere affrontato diversamente. Parlatene con la vostra professoressa, evidenziando il vostro disagio e la difficoltà che incontrate con i tempi troppo ristretti, rapportati a quelli che hanno i compagni delle altre classi. Premuratevi, in ogni caso, di segnalare la cosa al Consiglio di classe e siate pronti e recarvi dal Preside con istanza collettiva per (anche chi oggi è sufficiente domani potrebbe non esserlo!). Salvaguardare il vostro diritto allo studio è interesse vostro, ma soprattutto del vostro curriculum!.

1 dic 11 h.11:12 | John Beer



DISSIDENTI PER IL COMPITO DI PUNIZIONE

Lunedì mattina: molti studiano economia durante l’ora di storia, la professoressa richiama più volte e poi,visto che nessuno le dà retta, fissa una verifica di castigo per mercoledì. Mercoledì mattina manca il 40%degli studenti, la verifica si fa lo stesso: 2 consegnano in bianco, alcuni scrivono cavolate, altri non mettono il nome per protesta. La professoressa mette una nota personale che tali studenti si rifiutano di firmare la verifica (manco l’ha detto che era cosa grave o che stava dando una nota). A parte la stupidata della consegna in bianco o senza nome, quanto grave è stato questo atteggiamento, che ripercussioni può avere, la professoressa può rifiutarsi di correggere i compiti senza nome? non potrebbe (o dovrebbe)correggere e poi chiedere di chi è questo e quel compito? Perché devono pagare quelli che la verifica, ingiusta a nostro parere, l’hanno fatta e i soliti furbi no?

La risposta del Genio del male

In generale un compito fatto al solo scopo di impartire una punizione per un comportamento altrimenti non contenibile, ma altrimenti sanzionabile, è illegittima e, quindi, annullabile su istanza da rivolgere al Preside. Nonostante concordata, alla verifica non si può togliere il carattere di vessatorietà, dato che la professoressa l’ha stabilita come conseguenza diretta della mancata partecipazione degli alunni alla sua lezione. La questione, allora, sta tutta nel decidere se è legittimo o meno disertare un compito fin dall’inizio invalido o eseguirlo ed impugnare, successivamente, il risultato. Solo nel secondo caso, infatti, non può essere eccepita proprio quelle mancanza di diligenza che la docente voleva evidenziare e si avranno tutte le carte in regola per ricorrere contro l’atto viziato (solo così facendo esiste un voto da annullare!). Diversamente, non sostenere per protesta una verifica programmata o consegnare in bianco, fa ricadere unicamente sugli studenti la responsabilità comportamentale della negligenza ed imperizia. Le valutazioni che conseguiranno, invece, coloro hanno sostenuto la prova potranno essere impugnate perché derivanti da una verifica sostanzialmente illegittima.

29 nov 11 h.04:11 | John Beer



COMPITO DI RECUPERO PIU’ DIFFICILE

Egr. Genio del male,
vorrei mi chiarisse un dubbio. Qualche settimana fa abbiamo fissato la verifica di fisica per il 16 marzo, dopo una lunga assenza da parte dell’insegnante, in cui abbiamo avuto la supplente. Quel mercoledì, tuttavia, abbiamo avuto due ore di fisica per un’ora buca di disegno, e dunque la verifica è durata occasionalmente due ore, come precedentemente concordato. Ora, dato che a questa verifica sono mancante undici persone, delle ventotto totali della classe, me compresa dato che sono stata male, quel gran personaggio del nostro professore ha pensato, per punirci ovviamente, di farci recuperare la verifica con alcune differenze. Anziché due ore, dato che non ne abbiamo normalmente di seguito, una sola, ma con soli due esercizi in meno, quindi otto invece di dieci, e la sufficienza l’avrebbe data solo con il completamento corretto di sei esercizi, invece dei cinque previsti per il test fatto dagli altri il 16.
Inutile dire che se la verifica è stata una strage per chi l’ha fatta il 16, solo tre sufficienze, figuriamoci per noi che avevamo meno tempo per fare più degli altri, dato che comunque il livello di difficoltà degli esercizi era simile.
Vorrei dunque che mi confermasse il fatto che si tratta di una violazione dell’art. 3 comma 1 della costituzione, o in alternativa cosa si può fare per rimediare a questo torto.
La ringrazio in anticipo.

La risposta del Genio del male

Premettendo che più che una ritorsione per gli assenteisti, il secondo compito ha tutta l’aria di essere una comune verifica per valutare la preparazione anche degli studenti che non si sono sottoposti alla precedente, tutto sta nel disquisire se siamo di fronte o meno ad una disparità di trattamento e obiettivamente è facile propendere per la seconda ipotesi. Calcolando matematicamente il tempo a disposizione per risolvere i quesiti del compito di recupero è facile constatare che, nonostante la parità di difficoltà degli esercizi, per ognuno c’era meno tempo a disposizione rispetto alla volta precedente. Se la matematica non è un’opinione anche il Preside concorderà e invaliderà le seconde valutazioni, suggerendo alla professoressa la data di una nuova verifica sostanzialmente e formalmente equivalente. Tutti gli studenti devono essere messi nelle stesse condizioni di verificare la propria preparazione: situazioni che, solo per alcuni, aggravano o rendono maggiormente onerosa una prova, ancorché dilazionata nel tempo, non sono ammissibili.

29 nov 11 h.04:11 | John Beer



SUFFICIENZE PER CHI VA AL RECUPERO

Nell’ultima verifica di matematica il professore ha valutato nullo un esercizio corretto che però non conteneva una frase, che aveva detto solo una volta in un’ora di recupero non obbligatoria di matematica, dato che io non avevo bisogno di tale recupero non andai.
Il suddetto esercizio può essere valutato in tale modo?

La risposta del Genio del male

Lo studente ha diritto ad una valutazione non solo corretta e trasparente nei criteri, nelle forme e modalità, ma i metodi utilizzati devono essere altresì preventivamente noti, così come la parte di programma oggetto di verifica. Ovviamente non si può risultare impreparati se non si era a conoscenza che il compito verteva su argomenti trattati solo in diversa sede, durante un recupero con frequenza non obbligatoria. Ignorare un argomento non “ufficializzato”per l’intera classe, edel quale solo pochi sono a conoscenza, configura una disparità di trattamento bella e buona. Ti consiglio di evidenziare la cosa al professore prima di recarti dal Preside per farti annullare il voto negativo: tutti devono essere messi nella condizione di poter essere preparati e ricevere le informazioni necessarie per studiare in modo adeguato. Il voto insufficiente perché carente dell’argomentazione del recupero è illegittimo dato che deriva da un differente metodo di insegnamento impartito agli studenti della stessa classe.

10 ott 11 h.05:10 | John Beer



NON RITIRATO COMPITO SU CARTA A QUADRETTI

perchè è stato fatto su un foglio protocollo a quadretti e non a righe? Trattasi di un compito di inglese che la professoressa alla fine dell’ora si è rifiutata di prendere, ora rischio una gravissima insufficienza.
Lety

La risposta del Genio del male

Assolutamente no. La forma dell’atto di verifica non ne inficia la validità, sempreché la scrittura risulti comunque leggibile. L’eventuale insufficienza che ti può affibbiare è contestabile e annullabile perché illegittima: non si può ritenere non sufficiente una verifica eseguita, se ci si rifiuta di correggerla quando era dover farlo! Segnala la cosa al Dirigente scolastico, ancor prima della correzione: il tuo compito è stato svolto regolarmente, se hai usato per scrivere un foglio “sbagliato”, non significa né che quello che hai scritto lo sia altrettanto, né tanto meno che meriti una punizione per non aver usato carta rigata. L’aver rifiutato di ritirare il tuo compito è stato un abuso di potere bello e buono perché totalmente irragionevole e, se a ciò si aggiungesse anche un voto negativo, il Preside a questo punto non potrebbe far altro che annullarlo. Un’insufficienza si dà solo se la tua verifica risulta errata…ma per saperlo bisognava leggerla!

6 set 11 h.10:09 | John Beer



VOTI ALTI SOLO PER COMPITI SCRITTI BENE

Salve Genio, ho letto buona parte delle rubriche di cui ti occupi, e leggendo qua e là mi è venuta una domanda.
Una professore/essa (in questo caso matematica) può dare un voto in base allo svolgimento del compito fino ad un massimo di 8 su 10, con 2 punti supplementari se è corretto anche esteticamente?
Mi spiego meglio.. se il compito è corretto sotto il punto di vista dei calcoli, il voto massimo è 8, e se siamo ordinati al massimo il voto sale a 10 (Quando dico “al massimo” intendo che vuole anche l’uguale [=] in mezzo fra i simboli di frazione, e altre cose che non sto qui a elencare, il concetto spero si sia capito).
E’ una valutazione giusta?

La risposta del Genio del male

Tecnicamente sì, perché se il tuo professore vi ha fatto sapere fin dall’inizio come valuta i vostri compiti e che vi dà il massimo solo se siete stati anche formalmente impeccabili, avete poco a cui appigliarvi. Nulla toglie che potete chiedere di cambiare metodo di valutazione, avete diritto di avanzare proposte e di essere ascoltati per cercare di ottenere voti alti almeno un po’ più facilmente…e migliorare il vostro rendimento globale. Resta in ogni caso alla discrezione del professore accettare i vostri consigli e a voi pretendere che lui sia altrettanto impeccabile nella consegna e nelle valutazioni per esteso delle verifiche. Chissà che a buon intenditor…

5 set 11 h.10:09 | John Beer



UNA RISATA PAGATA CARA

Caro genio del male grazie a te sono riuscito a far valere i miei diritti e sia io che la mia classe ti si deve un paio di 3 annullati. Domani la professoressa di matematica ha deciso di assegnarmi un compito in classe diverso da quello dei miei compagni poiché oggi sono stato beccato a ridere con un compagno mentre spiegava, credo che tale comportamento sia contrario a quanto prescritto dall’articolo 3 comma 4 dello statuto e credo sia anche contrario all’articolo 3 della costituzione, cosa mi consigli di fare ?? ti prego salvami tu per l’ennesima volta

La risposta del Genio del male

Hai perfettamente ragione. La verifica alla quale ti vuole sottoporre la tua professoressa per sanzionarti del tuo comportamento ridanciano non è assolutamente legittima. Come ben tu ricordi, lo Statuto esprime a chiare lettere che non ci deve essere nessuna interferenza tra mancanze disciplinari e valutazioni, quindi nessun legame fra atteggiamenti negativi tenuti dagli studenti ed interrogazioni attuate per punirli! Ci sono precise misure disciplinari stabilite dall’Istituto e alterare il regolamento interno è una violazione bella e buona.
Per quanto riguarda il fatto che la tua verifica sia diversa da quella degli altri tuoi compagni questo potrebbe dipendere dal fatto che sia stato concordato in tal senso con la docente. Gli insegnanti hanno pur sempre il dovere di tenere conto del processo individuale di apprendimento e mettersi, ad esempio, d’accordo per un compito di recupero che valga solo per chi è stato assente la volta precedente o abbisogna di un voto in più, non è discriminatorio. Ma questo non mi sembra proprio il caso che riferisci! Qui siamo di fronte ad un abuso di potere. Denuncia la cosa al Preside al più presto.

5 set 11 h.10:09 | John Beer



INSUFFICIENTE DOPO LE RIPETIZIONI

Caro genio del male sono il padre di un ragazzo che frequenta la scuola citata e vorrei gentilmente un consiglio. Premetto che mio figlio a scuola zoppica un po’ quindi a nostra fatica lo mandiamo a lezioni private di matematica. Nell’ultima verifica viene a casa tutto soddisfatto per la verifica eseguita, purtroppo quando la professoressa porta le verifiche corrette la grande delusione: voto 2. Sono andato personalmente dalla professoressa a chiederle come mai e lei mi ha detto che il procedimento è sbagliato e quindi è tutto sbagliato. Mi sono fatto fare una fotocopia per farla vedere alla ragazza che gli dà lezione. Io mi chiedo se questo è giusto e corretto. I voti precedenti erano 5 in scritto 6/7 in orale.

La risposta del Genio del male

Le propongo di far vedere il compito e la risoluzione che ha dato suo figlio ad un’insegnante di pari grado di quella di ruolo che ha corretto la verifica. Senza nulla togliere alla ragazza che aiuta nel ripasso, il voto negativo non è frutto di una mancanza di preparazione, ma dell’applicazione di un procedimento sbagliato al problema assegnato. Solo un altro insegnante, con dimestichezza nella valutazione degli elaborati degli studenti, può valutare se, essendo applicabile la soluzione data di suo figlio, il compito poteva raggiungere la sufficienza. Nel caso risultasse che il metodo applicato era fattibile, lo segnali alla professoressa e le proponga bonariamente di rivedere il voto dato.

1 set 11 h.11:09 | John Beer




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