Altre violazioni della privacy Genio del male

Perquisizione pre-esame di stato

Egregio genio del male,
vorrei sapere se prima o durante l’esame di stato i professori hanno il diritto di perquisire gli alunni e le loro cartelle in cerca di bigliettini o materiali affini.
Se non è loro possibile potresti anche dirci secondo quale legge non possono farlo?
Grazie anticipatamente per il tuo aiuto,

Mauro

La risposta del Genio del male


L’anno scorso qualcuno c’ha provato e al momento è sotto processo per abuso d’ufficio… ergo no, non possono.

29 feb 08 h.09:02 | John Beer



Prof curiosa #2

Ciao Genio del Male,
ti scrivo in merito ai consigli giuridici che tu dai sul sito “Sette in condotta” e in particolare al post…. “prof. curiosa” inserito all’interno della categoria “altre violazioni della privacy”.
In base alla tua risposta sembra che nessuna norma venga violata. (Vedi post sopra menzionato)
In realtà, il Ministro Fioroni ha emanato il 15 marzo 2007 delle linee guida, che ti invio, e che contengono le indicazioni circa l’uso (e l’abuso) dei cellulari in classe.
Tali linee guida contengono anche le sanzioni che dovrebbero essere comminate.
Ogni scuola ha poi un regolamento di istituto che disciplina i comportamenti e descrive in termini generali i diritti, i doveri degli studenti e le eventuali sanzioni.
Nella mia scuola per esempio (una scuola media), se un cellulare viene trovato acceso, viene immediatamente sequestrato, consegnato al dirigente o al docente coordinatore di classe.
Quest’ultimo avrà poi il compito di riconsegnarlo alle famiglie, corresponsabili della vigilanza.
La nota emanata dal Ministro dice che le famiglie vanno coinvolte, almeno quando si tratta di minori.
Penso che sia necessario pubblicare tale norma all’interno del sito nel quale tu scrivi, in modo che episodi spiacevoli non si ripetano più.
Poi, che ragione c’è di fotografare un insegnante?
Se un insegnante fotografasse uno studente non sarebbe alquanto “strano”?
Credo che ognuno deve fare il proprio lavoro: l’insegnante insegna. E lo studente studia. Uscire ai propri ruoli è sempre sbagliato.
Buon lavoro! E cellulari spenti a lezione!

Monica

La risposta del Genio del male


Spero per la sua fedina penale che nessuno dei genitori dei suoi alunni abbia mai letto la mia rubrica.
Ci sarebbero decine di cose da dire ma mi concentrerò su quelle più importanti:
1)Non è scritto da nessuna parte che la foto sia stata scattata a lezione.
E io mi baso solo su quanto scritto.
Per cui potrei chiudere qui il discorso, ma supponiamo sia avvenuto a lezione.
Su quali basi la professoressa ha violato il diritto di proprietà dell’alunna?
Sulla base di un atto amministrativo che ha un tenue legame ad una legge, che peraltro non autorizza direttamente una tale limitazione. In sostanza sul nulla.
Come già più volte da me dimostrato.
2)Ergo la studentessa poteva semplicemente rispondere. “Non glielo do, se proprio vuole mi metta una nota che sparirà con una settimana di pulizie”.
In ogni caso il reato vero e proprio è avvenuto DOPO.
Ma stiamo scherzando, come si è permessa di violare la privacy di quella ragazza?
Spero non giustifichi un simile atteggiamento… ah e in ogni caso l’articolo 3 dello statuto non vieta l’uso dei cellulari, questa è solo l’interpretazione del ministro.
E a me non risulta sia vincolante. Soprattutto è assurdo pensare che possa ampliare o ridurre gli spazi del diritto costituzionale…

15 feb 08 h.09:02 | John Beer



Prof curiosa..

Grandissimo Genio del Male,
sono uno studente di seconda liceo, oggi a scuola è successo che una mia amica ha fatto una foto a una sua professoressa; lo so che questo è un reato e che quindi non si può fare molto,
però la professoressa ha requisito alla mia amica il cellulare (e già questo è una violazione della privacy se non sbaglio).
Una volta consegnato al preside quest’ultimo ha cominciato a guardare le tutte le foto della mia amica…e senza un mandato se non sbaglio neanche il Papa può farlo..
Quindi la domanda è questa: nel caso la professoressa chieda i danni, la mia amica può chiederli a sua volta alla professoressa stessa, al preside o alla scuola?
Grazie mille

Iaco

La risposta del Genio del male


Fotografare una professoressa non può essere considerato reato, a prescindere da cosa dicano i media.
Manca un elemento fondamentale del reato: la lesione di un diritto.
Se io faccio la foto e poi la tengo per me, oppure la cancello non sto violando alcun diritto, la privacy della professore è al sicuro.
Il reato si perfeziona quando dovessi pubblicarla (anche se avrei dei dubbi anche su questo, ma lasciamo stare).
Per cui la tua compagna non ha commesso alcun reato. La professoressa invece sì.
Ha abusato del suo ufficio di professoressa.
Ergo chi può e deve essere denunciata è proprio la professoressa, non la tua compagna.
Altro che compensazione!

8 feb 08 h.12:02 | John Beer



Video on-line

Caro Genio del Male,
innanzitutto complimenti per la rubrica e grazie di tutti i consigli che fornisci a noi poveri studenti…
Volevo esporti un fatto accaduto nella mia scuola ad un mio compagno X.
In pratica X aveva girato un video con il cellulare a scuola, ma non durante la lezione e senza disturbare nessuna attività didattica, e (abbastanza stupidamente) l’aveva postato su Youtube.
Qualche tempo dopo, alcuni studenti ne stavano parlando tra di loro, e una professoressa ha sentito e si è messa ad origliare.
Il risultato è che X è stato sospeso per due giorni, con obbligo di frequenza.
In pratica durante la sospensione ha passato ore a fare gli inventari dei vari ripostigli della scuola, che comprendava attività come contare le singole puntine da disegno.
La domanda è:
ma è lecito tutto ciò??
Grazie in anticipo,

Ale

La risposta del Genio del male


Come già detto la furbizia di certe persone non ha limiti.
Ma tenerselo per sè no, eh? Il problema non è tanto insito nel disturbo, quanto in una cosa chiamata “privacy”.
Quando riprendi qualcuno devi avere il suo permesso per diffondere le immagini.
E mi permetto di dubitare che X abbia girato per la classe con una manciata di liberatorie da far firmare…
Ergo se la punizione è giusta, l’esecuzione è sbagliata.
Le sanzioni disciplinari devono avere due caratteristiche fondamentali e devono rispettare un limite.
Devono essere rieducative e proporzionate all’infrazione.
E non devono risultare in punizioni crudeli o umilianti.
Io credo che l’attività proposta non sia rieducativa e penso sia pesantamente sproporzionata.
Per cui secondo me X può chiedere i danni ex art. 2043 codice civile.
Solo una nota finale…
siamo sicuri che un giudice qui resisterebbe alla tentazione di punirlo solo perchè uno studente con videofonino e quindi ipostasi del Male Assoluto?
Io non ne sarei tanto certo…

17 dic 07 h.04:12 | John Beer



Video su youtube

Caro Genio del male,
oggi è successa una cosa sgradevole.
Un mio compagno di classe ha fatto un video in classe riprendendomi mentre mi facevo i miei cazzi.
Oltretutto mi ha ripreso, sempre col cellulare, sul fondoschiena mentre ero atta a chinarmi.
Il video è finito su youtube e sono quindi stata messa alla berlina.
Migliaia di persone hanno guardato il video e ci sono stati anche dei commenti che non mi sono affatto piaciuti.
Io, ci tengo a sottolineare, non ho mai dato permesso di mettere on line il video.
Cosa posso fare?
Posso denunciare chi ha ripreso col cellulare o me la devo prendere con chi l’ha pubblicato?
Purtroppo non posso firmarmi col mio nome, anche perche non vorrei essere messa nuovamente alla berlina…
Grazie genio!

-LaTiziaDelLaPortAaccAnTo-

La risposta del Genio del male


La cosa è grave, soprattutto in base ai recenti pareri del Garante della Privacy.
Nessuno ha il diritto, in base alla legge 196/03, di pubblicare tue immagini senza il tuo espreso consenso.
So che in molti se ne fregano, ma rimane sbagliato.
Nella fattispecie intima al sito di rimuovere immediatamente il video, poi se vuoi davvero giustizia vai da un buon avvocato e fagli causa per danni.
Ragazzi è un dovere civico di ogni cittadino difendere i propri diritti da questi avvoltoi:
e per difenderli la cosa migliore è colpirli nel portafoglio!

22 ott 07 h.11:10 | John Beer




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