Caro genio del male, oggi la mia professoressa di matematica mi ha interrogato e mi ha messo 3. Il problema è che lei mi ha messo 3 perché sostiene che non ho svolto i compiti, invece erano tutti svolti, mi ha cerchiato in rosso delle cose giuste, tra cui il testo di un esercizio(copiato dal libro ed era corretto). Inoltre mi ha chiesto di svolgere un esercizio che non ero riuscito a svolgere perché le ho detto che non mi era riuscito. Ne ho svolto metà e poi non sapevo più andare avanti, come mi era successo a casa. Dopo questo sosteneva di avermi fatto altre domande a cui non ho risposto, ma non è vero. Vorrei parlare al preside di questo, ma mi servirebbe anche un tuo consiglio. Grazie
La risposta del Genio del male
In base allo Statuto ogni studente ha diritto a che venga rispettato il proprio grado di apprendimento e di formazione. Questo significa che i professori, al momento di verificare la preparazione con compiti od interrogazioni, devono tener conto e rispettare il processo individuale di apprendimento che, come può accadere, può subire anche delle battute d’arresto, non determinate per forza da cattiva volontà. Il fatto che tu avessi segnalato all’insegnante la tua impossibilità a svolgere l’esercizio perché non avevi capito come farlo, avrebbe dovuto spingerla ad appurare se avevi compreso il metodo di risoluzione, magari rispiegandotelo, invece che dare per scontata la tua negligenza. L’insufficienza data sulla base di una prova che tu avevi preventivamente detto di non essere riuscito a superare, senza ulteriori e differenti accertamenti, è irragionevole. Fissa un appuntamento con il Preside per segnalare l’irregolarità della valutazione, invitando anche la professoressa a presenziare all’incontro. Di fronte ad un terzo estraneo, le sarà difficile raccontare la storia dell’orso…


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