Caro Genio ti seguo spesso e nel corso di questi 5 anni mi sei risultato molto utile..
Ora al 5° anno tocca a me porti una domanda che ti risulterà molto semplice dopo aver cercato nell’archivio delle domande qualcosa che si avvicinasse al mio bisogno!
Arriviamo al punto: circa una settimana fa ho ricevuto una nota per un fatto al quanto banale cioè leggere il giornale in classe. Quello che mi lascia basito è la punizione ricevuta cioè aiutare al bar della scuola lavando piatti e tazzine!
È possibile accada un fatto del genere? Non subisco un abuso di qualche tipo dalla mia preside? C’è qualche legge che mi tuteli da “sbatterle” in faccia a mio favore?
Grazie Mille della rubrica che tieni!
Lorenzo.
La risposta del Genio del male
Lo Statuto stabilisce che il regolamento di Istituto preveda i casi da sanzionare con misure disciplinari e indichi quali, fra tutte, dovranno essere applicate, volta per volta. All’art. 4 comma 5 si parla anche della possibilità che lo studente possa scegliere di convertire la misura disciplinare in attività a favore della comunità scolastica. Qui sta il punto in tuo favore. Ancor prima di verificare se in base alla normativa della scuola non vi sia stata sproporzione tra l’accaduto, leggere il giornale in classe, e la punizione, nota con l’aggiunta di lavoro al bar della scuola, denuncia l’arbitrarietà con la quale ti è stato imposto di adoperarti al bar. La legge parla chiaro: solo lo studente può scegliere se convertire la sanzione con l’attività per la comunità e non mi sembra a te sia stato mai chiesto. E’ tuo interesse legittimo chiedere che sia applicata la sanzione che ti spettava e che sia sospesa, con effetto immediato, la tua attività di lavapiatti.



(6 voti, media: 3,67 su 5)


